MODERNI INTERPRETI DI UNA TRADIZIONE SECOLARE

Carlo Garofalo

E’ proprio vero che il destino di ognuno di noi è intrinseco nelle nostre stesse radici. Il punto di partenza non è mai il traguardo, ma rappresenta le fondamenta su cui costruire. E forse il futuro era già tutto li, nel nome scelto da Giovanni e Giuseppina: Vincenzo, come il nonno paterno, ma da tutti chiamato Carlo, come il nonno materno. Il legame profondo con la famiglia, con le radici appunto, ha da subito rappresentato un segno distintivo, e cosi in una sola persona non converge la storia di uno, bensi di due nonni. Ed è una storia di artigiani quella alle sue spalle, che Carlo Garofalo ha portato avanti con passione e spirito di sacrificio, nella sua storica esperienza nel mondo dell’ imprenditoria del food e affini, mettendo sempre l’ accento sui valori di cui è portatore sano. Il pastificio “Carlo Magno” Pasta Fresca  Artigianale Trafilata a Bronzo Carlo Garofalo parte dalle radici e arriva ai rami. E’ frutto di una sapiente ed equilibrata miscela di tradizione ed elementi innovativi per esaltare quella che è la ricerca  continua di accostamenti elevati e mai banali, ma al contempo fedeli alla memoria Napoletana prima e italiana poi. Nasce in un periodo in cui sarebbe stato legittimo abbattersi, sopraffatti e vinti da una Pandemia inaspettata, ma il nome Vincenzo deriva dal latino Vincentius, che significa destinato a vincere, ed è cosi che Vincenzo in un periodo in cui era quasi impossibile uscire di casa, ha trovato il modo di entrarci. Prima solo sulle tavole delle famiglie che trovano nel mangiare insieme l’ affiatamento per affrontare le difficoltà, poi nei ristoranti e nei punti vendita al dettaglio, e infine leader della fornitura di pasta fresca nei grandi eventi. Ma ovunque, che sia in location a 5 stelle, o a casa della nonna la domenica del ragù, chi mangia Pasta Fresca  Artigianale Trafilata a Bronzo Carlo Magno assapora il gusto autentico della napoletanità.

LA STORIA DELLA PASTA FRESCA

Prima del medioevo la cottura della pasta avveniva in forno, mentre in questo periodo si inizia a parlare di di bollitura della pasta.

I condimenti sono già parte integrante del consumo di pasta fresca.

E’ a Napoli che si consacra l’inizio della storia della pasta fresca così come la conosciamo noi.

Qui duecento anni dopo nascono i “maccheroni”, pasta lunga trafilata che ancora adesso amiamo.

Se inizialmente la pasta era considerata cibo per ricchi, nel Cinquecento inizia a diffondersi anche tra i ceti meno abbienti e così anche il mestiere di pastaio.

Nel Seicento Giovanni del Turco segna un altro passaggio cruciale nella storia della pasta, quando suggerisce di mantenere la pasta più dura, dando il via alla cottura al dente.

Oggi la pasta è protagonista di continue sperimentazioni, a partire dalla farina e dall’impasto, sempre più orientato verso l’utilizzo di farine integrali.
La pasta fresca a base di grano tenero e uova è più diffusa al Nord, mentre al centro e al Sud si predilige la farina di grano duro.
Il procedimento per fare la pasta fresca fatta a mano si tramanda di generazione in generazione. Si inizia setacciando la farina a “fontana” e facendo un foro al centro della fontana.
Qui si versano poco a poco le uova e man mano si incorpora la farina.
Alla fine del procedimento si avrà un impasto a forma di palla che andrà lavorato a mano con fermezza.
L’impasto va lasciato a riposare e poi lavorato nuovamente.
A seconda della ricetta scelta, si stende la foglia e si procede a fare la pasta.

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